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Raffaello in Umbria

Scoprendo Raffaello

Scoprendo Raffaello

Raffaello in Umbria

L’Umbria si prepara a celebrare nel 2020 il V Centenario dalla morte di Raffaello Sanzio, valorizzando le opere e i luoghi in cui ha operato l’illustre pittore urbinate e con essi tutto il patrimonio culturale della regione attraverso una serie di iniziative elaborate dal Comitato organizzativo regionale che hanno ottenuto un importante riconoscimento dal Comitato nazionale che sovrintende le celebrazioni, presieduto dal professor Antonio Paolucci, e che, nel rimarcare la centralità dell’Umbria nella formazione di Raffaello, ha assegnato un contributo di 65mila euro per la loro realizzazione.

Le iniziative avranno come fulcro Città di Castello e Perugia, dove sono ancora presenti due opere originali di Raffaello, e la valorizzazione delle numerosissime testimonianze nel territorio regionale del passaggio del pittore, dal momento che non esiste area della regione esente dall’influsso, diretto o indiretto, di Raffaello e dei suoi seguaci.

Il Comitato nazionale ha individuato ed apprezzato in particolare una mostra alla Pinacoteca comunale di Città di Castello, dove si trova il Gonfalone della Santissima Trinità, nella quale verranno messi in luce alcuni aspetti dell’attività artistica legata ai primi anni di produzione del giovane Raffaello e agli echi che la sua lezione lasciò nella regione. Questa mostra che sarà aperta dall'ottobre 2020 fino al gennaio 2021, verrà curata da Marica Mercalli, Soprintendente all'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria e da Laura Teza, docente di Storia dell'arte umbra dell'Università degli Studi di Perugia.

Da Città di Castello il focus della mostra continua a Perugia dove, grazie al progetto di restauro conservativo e a un rinnovato allestimento realizzato grazie a fondi privati, la Cappella San Severo di Perugia potrà essere presentata al pubblico in una nuova luce.

Inoltre, in collegamento con l’ingente lavoro di salvaguardia delle opere sottratte alle macerie delle chiese della Valnerina colpite dal sisma del 2016, entrerà a far parte del percorso raffaellesco, a cura di Giovanni Luca Delogu, anche il Deposito visitabile di Santo Chiodo di Spoleto, dove è conservata la grande pala di Jacopo Siculo raffigurante l’Assunzione di Maria recuperata dai ruderi della chiesa di San Francesco a Norcia, attualmente oggetto di uno degli interventi di restauro finanziati con i fondi straordinari dell’emergenza “sisma”.

Allo stesso tempo verranno valorizzati gli altri luoghi raffaelleschi dell’Umbria, in modo da creare rimandi culturali e ulteriori spunti di approfondimento e altre mostre e iniziative sono allo studio e verranno comunicate via via che arriveranno a maturazione.

Inoltre, si provvederà a fornire a tutti i visitatori di Città di Castello e di Perugia, dei musei dell’Umbria e del patrimonio diffuso nelle chiese aperte al pubblico, strumenti informativi sulle opere di Raffaello e dei pittori a lui collegati basati su una piattaforma web implementabile nel corso del tempo.

Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare la web app  www.raffaelloinumbria.it

 

Il Comitato organizzatore regionale per le celebrazioni del V Centenario dalla morte di Raffaello è composto da Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Città di Castello, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Galleria Nazionale dell’Umbria, Università degli Studi di Perugia, Università degli Stranieri di Perugia, Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, Conferenza Episcopale Umbra e Camera di Commercio di Perugia.

Il Comitato Nazionale ha sede presso il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo e ha il compito di elaborare un complessivo programma culturale relativo all’opera e ai luoghi legati alla figura di Raffaello Sanzio comprendente attività di restauro, attività di ricerca e gestione di manifestazioni in ambito culturale, storico, letterario, scientifico e artistico di elevato valore, in una prospettiva di internazionalizzazione e innovazione tecnologica, al fine di divulgare in Italia e all’estero la conoscenza dell’opera, della cultura e dell’eredità di Raffaello.